Expédition des Deux-Siciles. Souvenirs personnels
BVI 102

Maxime DU CAMP
Expédition des Deux-Siciles. Souvenirs personnelsEdizione integrale a cura di Maria Gabriella ADAMO
Biblioteca del Viaggio in Italia «Testi»
pp. 434, 25 tavole f.t. in quadricromia. Indice dei nomi e de luoghi
ISBN 978-88-7760-102-5
44.00 €
Fra i numerosi viaggiatori stranieri venuti al Sud nel secolo scorso, il francese Maxime Du Camp, rimastovi dall’agosto al novembre 1860, è forse quello che ne trasse l’esperienza più privilegiata. Egli, infatti, percorreva le Due Sicilie non en touriste, ma come volontario al seguito della spedizione garibaldina: di quella spedizione che per l’incredibile sua riuscita apparve allora, anche fuori dal nostro Paese, «un fait immense, unique dans les annales d’Europe», al punto che sembrarono prossime a realizzarsi le messianiche mitologie di libertà universale auspicate, qualche decennio prima, da uomini come Mazzini, Michelet, Mickiewicz. Da qui la peculiarità dell’esperienza di Du Camp e dell’opera che da essa derivò direttamente, l’Expédition des Deux-Siciles. Diversa, in quanto testo eminentemente letterario, dai pur brillanti resoconti di quei militari di professione, come Duret de Tavel, d’Hauteroche (o, su un altro piano, Courier), venuti al Sud per imprese poste sotto il segno dell’imperialismo napoleonico, quest’opera ne rimane assai lontana anche per il pathos rivoluzionario che ne è all’origine, e che aveva costituito l'humus esaltante in cui si muovevano i “liberatori” del ’60 e lo stesso Du Camp. Uno dei versanti dell’Expédition – che tuttavia resta prevalentemente racconto di viaggio – viene quindi a inserirsi nel vasto filone della cosiddetta “letteratura garibaldina” che, se è fenomeno essenzialmente italiano, ha riscontri anche in terra di Francia, dove si assiste, fra il 1860 e il 1862 all’incirca, ad una notevole quanto misconosciuta fioritura di scritti ispirati all’impresa dei Mille, fra i quali Les Garibaldiens, di Alexandre Dumas padre, rimane il testo più noto. Anche rispetto a quest’ultima produzione, che svaria dal giornalismo al diario e presenta nomi di diseguale portata – da Marc Monnier a La Bédollière a Durand-Brager, oltre, naturalmente, al Dumas – l’opera di Maxime Du Camp occupa un posto a parte: il dato più esterno, ma non meno importante, è costituito dall’ampiezza della testimonianza, derivante dal fatto che, diversamente da altri scrittori (come il Dumas e, fra noi, l’Abba e il Bandi), il volontario francese giunse dalla Sicilia a Napoli non per via di mare ma percorrendo, a marce forzate, le Calabrie e la Basilicata.SOMMARIO: Emanuele KANCEFF, Un viaggio, un ideale, un'epopea - INTRODUZIONE - Premessa - Maxime Du Camp e l’Expédition des Deux-Siciles - Note all'Introduzione - EXPÉDITION DES DEUX-SICILES - Avertissement - Livre Ier. La Sicile - Livre IIe. Les Calabres - Livre IIIe. Naples et les avant-postes de Capoue - Note al testo - Bibliografia - Indici - Indice dei nomi e dei luoghi - Indice delle illustrazioni e tavole fuori testo - Indice dei testi.