Louise Colet e l’Italia
BVI 35

Annalisa ARUTA STAMPACCHIA
Louise Colet e l’Italia
Biblioteca del Viaggio in Italia «Studi»
pp. 160.
ISBN 88-7760-035-7.
23.00 €
Questo testo riunisce una serie di saggi, frutto di studi iniziati nel 1981, su Louise Colet, letterata e viaggiatrice francese che visse tra la prima e la seconda metà dell'Ottocento. La raccolta non è una biografia, né analizza la copiosa produzione letteraria della scrittrice, ma seguendo l'itinerario di viaggio descritto nell'opera in quattro volumi L'Italie des Italiens cerca di mettere in rilievo diversi momenti di incontro della Colet con personaggi, avvenimenti, luoghi dell'Italia durante la seconda guerra d'Indipendenza, scenario di ispirazione del suo Journal de Voyage. Louise Colet arrivata in Italia nel novembre 1859, alla vigilia della spedizione dei Mille, dipinge un paese in pieno cambiamento in cui il popolo prende coscienza del suo desiderio di libertà. L'Italie des Italiens, avventura risorgimentale sui "generis", è una sorta di galoppata esaltante dove la protagonista, scrittrice-viaggiatrice, segue le orme di Garibaldi «le liberateur», romantico eroe. Nel testo l'autrice si è avvalsa anche di lettere e documenti inediti all'uopo raccolti, selezionati, trascritti che danno un'ulteriore testimonianza dell'opera di mediazione culturale e politica svolta tra Italia e Francia dalla Colet. In particolare dall'esame integrato delle pagine de L'Italie des Italiens e delle lettere inedite ad una nobildonna umbra emerge il ritratto di donna orgogliosa, indipendente, capace di gestirsi in modo autonomo, di viaggiatrice animata da curiosità, ma anche ricca di interessi, capace di slanci generosi, di scrittrice originale nel dipingere l'ultima Italia cara ai viaggiatori romantici. Una rivalutazione di questa donna sconosciuta al grande pubblico, nota soprattutto agli studiosi di Flaubert come la sua amante, ispiratrice di Madame Bovary. Questa interessante pubblicazione può essere considerata un contributo al recupero di un'immagine più realistica di Louise Colet, che uscita dal suo "ghetto", dall'ombra dl Flaubert, appare in tutta la sua dolorosa complessità di donna e di letterata sul finire dell'epoca romantica.