Georg Brandes in Italia
BVI 67

A cura di Maria GIACOBBE
Biblioteca del Viaggio in Italia «Testi»
168 p.
ISBN 88-7760-067-7
24.00 €
Ancora oggi, dopo tre quarti di secolo dalla sua morte e centosessanta dalla sua nascita, la maggior parte degli intellettuali scandinavi sono unanimi nel considerare Georg Brandes (1842-1927) come il più importante critico e ricercatore letterario danese di tutti i tempi e come lo scrittore che, per la sua tenacia nel combattere ogni pregiudizio, con-formismo, ipocrisia e vuoto perbenismo del suo tempo, contò di più in quell’opera di rinnovamento culturale che avvenne in Scandinavia tra la fine del secolo XIX e l’inizio del secolo XX. Ma anche in Europa, nei decenni a cavallo fra i due secoli, Georg Brandes fu una delle personalità culturali più influenti, simbolo d’intransigenza intellettuale ed esempio di lucidità politica. Nietzsche lo definì “il buon europeo, missionario culturale”, sempre presente dove e quando c’era qualcosa da studiare, da capire, da riferire ai suoi lettori, ed eventualmente da criticare e da combattere. Nel 1871, terminato il suo grand tour in Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera e Italia, dopo un anno e mezzo d’assenza tornò in patria culturalmente arricchito e fortificato nel progetto di rinnovare la vita spirituale del suo paese, proponendo “una nuova letteratura realista, al servizio del libero pensiero” e capace di mettere in discussione i problemi sociali, morali ed economici del mondo contemporaneo. Georg Brandes, instancabile lettore e viaggiatore, brillante narratore e osservatore attento della realtà, ammiratore esperto della nostra arte rinascimentale, proprio a noi italiani ha molto da raccontare con le sue testimonianze preziose sul nostro paese nell’ultimo e cruciale trentennio dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, quando ripetutamente fu ospite dell’Italia, incontrandovi politici e gente comune, letterati e analfabeti e a tutti prestando ascolto attentissimo e spregiudicato. Attraverso queste sue pagine che hanno l’immediatezza d’un buon reportage e la profondità, l’impegno umano e la sincerità d’un diario o d’una lettera privata, il lettore entra in diretto contatto con persone di tutti i ceti sociali e culturali, li sente parlare e cammina insieme a loro e all’autore nelle strade e nelle piazze delle città e dei villaggi, in principio ancora vibranti di speranze e di paure, ma presto di nuovo in preda alle contraddizioni e alla piaga del non debellato malgoverno e di una difficile integrazione.
Introduzione: Maria GIACOBBE, Georg Brandes. Una breve presentazione - Testi: Italia. Intorno al 20 settembre 1870 - Filomena. Uno studio sul popolo minuto di Roma - Una settimana nei Monti Sabini (Diario dall’aprile 1870) - Rachela (1897) - Venezia (1888) - La messa del Papa a San Pietro (1898) - Napoli (1898) - Sicilia (1898) - Il tempo dei Borboni è tornato (1898) - Giuseppe Saredo (1901) - Note.