I viaggi dei polacchi in Italia attraverso i secoli
BVI 75

Diana KOZINSKA-DONDERI
I viaggi dei polacchi in Italia attraverso i secoli
Biblioteca del Viaggio in Italia «Studi»
pp. 190, ill.
ISBN 88-7760-075-X
25.00 €
Agli esordi “storici” dei rapporti tra i due paesi, scopo essenziale del viaggio dei Polacchi in Italia, oltre agli scambi diplomatici con la Santa Sede, era l’istruzione presso i blasonati atenei della Penisola, soprattutto quelli di Padova e di Bologna. In quest’ultima università, a testimoniare quanto fossero stretti i legami tra Polonia e Italia nel Medioevo, ci furono insigni studiosi polacchi che divennero rettori. Non vanno dimenticati inoltre gli scambi commerciali che continuano ad avvenire in quegli anni e quelli più propriamente devozionali, come i pellegrinaggi verso i maggiori centri di culto della Penisola, prima di tutto Roma, vista dai Polacchi come autentica culla del Cristianesimo. Dal Rinascimento in poi, lo scopo del viaggio e le testimonianze che lo riguardano si orientano più particolarmente verso quel fenomeno che oggi potrebbe definirsi come turismo d’ élite, in cui la preoccupazione dominante dei gentiluomini sarmati attratti dall’Italia, era l’andare a caccia di novità e di curiosità. Questo interesse per il nuovo e l’insolito si evolve, nel Settecento, in viaggio di formazione, ispirato sia da interessi artistici, in concomitanza con il sorgere del collezionismo antiquario, sia dall’attrazione esercitata dalle scienze sociali ed economiche, sia da una certa moda che considerava di bon ton compiere, sull’esempio dei nobili inglesi e francesi, il famoso Grand Tour. Alla nuova sensibilità romantica appartiene invece il viaggio in Italia della prima metà del secolo successivo, dominato dalle suggestioni del paesaggio e dal fascino esercitato dalla montagna e dalle rovine. Con questi interessi vengono a combaciare quelli più propriamente politici dell’esilio e del cammino verso il riscatto delle libertà nazionali al seguito delle legioni di Dâbrowski che caratterizzano i primi anni dell’Ottocento. Un ritorno all’aspetto più propriamente turistico abbiamo invece negli ultmi decenni del secolo e durante la Belle Époque, fenomeno questo che si protrarrà anche nel primo dopoguerra, quando la Polonia tornerà ad essere tracciata sulle carte geografiche come stato indipendente.