Verifica dei Lumi e propaganda filosofica nei giornali di viaggio in lingua francese del Settecento prima della Rivoluzione (1700-1789)
BVI 89

Pierluigi SATTA
Verifica dei Lumi e propaganda filosofica nei giornali di viaggio in lingua francese del Settecento prima della Rivoluzione (1700-1789)
Biblioteca del Viaggio in Italia «Studi»
pp. 852, ill., 2 tomi
ISBN 978-88-7760-089-9
78.00 €
È nota, ormai, l'importanza che riveste, nella storia dell'Occidente, quella stagione di viaggi dell'Ancien Régime che ebbero per meta l'Italia e che si svolsero con maggiore intensità come tappa privilegiata del Grand Tour europeo. Meno noti erano, invece, sia lo spirito particolare con cui un'epoca intera del pensiero, quella dell'Enciclopedismo e dell'Illuminismo, affrontò tale avventura italiana, sia la sequela di conseguenze che ne derivarono. È certo che oggi non si può più pensare ad un'Italia settecentesca trascurata e negletta dalle grandi correnti dell'intelligenza internazionale, tagliata fuori o ignorata dagli itinerari regali dello spirito; e non si possono più condividere le convinzioni, che furono proprie della generazione che ci ha preceduti, sull'ignoranza della realtà italiana da parte della cultura europea dei Lumi e delle opere in cui essa si espresse, come l'Encyclopédie. Quali che siano state, ad esempio, le proteste e le recriminazioni che intellettuali italiani, come il Padre di Blasi, abbiano espresso, recenti ricerche ne hanno mostrato l'infondatezza, non foss'altro che enumerando le moltissime voci, dirette o surrettizie, sulla penisola che la celebre "summa" del sapere voluta da Diderot e d'Alembert ha pro-dotto, nonostante le difficoltà d'informazione, a quel tempo non insignificanti. Pierluigi Satta, cogliendo molto bene il nocciolo di questi problemi storiografici, ci ha offerto, con la sua opera, un affresco vasto e dettagliato del dibattito filosofico settecentesco sulla nostra frastagliata condizione al tempo dell'Ancien Régime, fornendoci, nel contempo, le sintesi di cospicue letture relative ad un periodo cruciale del viaggio in Italia, che saranno certamente apprezzate dagli storici della civiltà e dagli studiosi di odeporica e che non potranno più essere ignorate dalle persone colte..SOMMARIO: Presentazione - Premessa - I. Panorama dei viaggiatori illuminati di lingua francese nell’Italia del Settecento: Il gusto dei viaggi all’alba del Secolo dei Lumi e la moda del Grand Tour - Un miscredente amante delle Arti: il conte di Caylus - Un drammaturgo prolifico e sfortunato: Guyot de Merville - Montesquieu e la preparazione all’Esprit des Lois - Etienne de Silhouette ovvero il viaggio di formazione di un futuro ministro delle finanze - Les Lettres familières di un allegro viaggiatore: Charles de Brosses - Un rappresentante acritico del “voyage aristocratique”: Anne-Marie Daignan d’Orbessan - Pierre-Jean Grosley ovvero un illuminista della feconda provincia francese - Un polemico abate amico dei Lumi: André Morellet - Il Voyage pittoresque dell’abate Jean-Claude Richard de Saint-Non - Un abate curioso e illuminista alla ricerca della nuova Italia: l’abbé Coyer - La descrizione storica e critica di un viaggiatore enciclopedico: Jérôme Richard - Uno scienziato vanitoso e erudito: Jérôme de Lalande - Un borghese di successo alla scoperta dei mali dell’Italia: Charles Pinot Duclos - Un avventuriero poligrafo, baro, prosseneta, sostenitore dei Lumi e della fisiocrazia: Ange Goudar - Il censore reale e letterato Jean-Baptiste-Marie Guidi - Un letterato-commerciante innamorato della Grecia e dell’Italia: Pierre-Augustin Guys - La fuga in Italia di un viaggiatore scandaloso e aristocratico: il divino marchese de Sade - Un naturalista francofono in Sicilia: il barone de Borch - Un aristocratico galante e amante delle Belle Arti: il barone Dominique Vivant Denon - Le lettere “impegnate” di un futuro ministro repubblicano: Roland de la Platière - Un magistrato trentino, protestante e francofono, sostenitore del cosmopolitismo e del riformismo europeo: Carlo Antonio Pilati - Un soldato, viaggiatore, memorialista e avventuriero lombardo nell’Europa dei Lumi: il conte Giuseppe Gorani - Le lettere italiane del Presidente Dupaty tra riformismo radicale e “sensiblerie” preromantica - Un oscuro tipografo e editore a Roma all’alba della Rivoluzione: Maurice Levesque - Un letterato che amava i viaggi immaginari intorno al mondo: François-Xavier Pagès - II. La critica alle istituzioni e ai sovrani: Giornali di viaggio e nuove ideologie politiche del Settecento - L’Italia del Settecento tra arretratezze, riforme e immobilismo - L’Italia politica e i viaggiatori francofoni del Settecento - Il papa e il potere teocratico - Napoli e Sicilia: tra feudalesimo borbonico e abuso baronale - Il mito delle Repubbliche e la denuncia di una falsa libertà - Le speranze nel riformismo illuminato e l’anomalia dello Stato sabaudo - III. La nuova scienza economica e la moda fisiocratica: I viaggiatori francesi, la fine del mercantilismo colbertiano e la diffusione delle teorie fisiocratiche - Il problema dell’agricoltura in Italia nelle relazioni di viaggio del Settecento - La questione della libertà del commercio - La denuncia dell’oppressione fiscale quale limitazione della libertà e del benessere individuale e le finanze statali - L’ossessione del produrre e il disegno di un’economia più razionale - La mendicità, il lusso e il problema del celibato - IV. Le spinte riformatrici per una nuova giustizia: Il diritto e la ricerca dello “spirito delle leggi” per porre ordine e dare equità alla legislazione degli Stati - L’apparato giudiziario, i codici e i rappresentanti della legge - Impunità, ineguaglianza e diritto d’asilo - L’immagine della giustizia, l’orrore delle pene e la “normalità” dell’ingiustizia - V. Società e cultura in Italia nelle relazioni dei viaggiatori: Lo sviluppo di una nuova concezione della società tra clero, nobiltà e borghesia emergente - L’universo sociale e la borghesia “assente” nelle relazioni del viaggio in Italia del Settecento - La verifica della cultura italiana e del progresso dei Lumi - VI. La critica religiosa e il pensiero anticlericale: La questione religiosa e l’anticlericalismo nell’Illuminismo settecentesco - Chiesa e ecclesiastici - Il rifiuto dell’intolleranza religiosa - L’impostura ecclesiastica, la superstizione e il fanatismo popolare - Conclusione - Note - Bibliografia